Presepe vivente

Ruota è una piccola frazione del comune di Capannori in provincia di Lucca, sulla strada che porta in cima al Monte Serra. Una classica rappresentazione della natività oltre al presepe familiare (a Ruota dette anche capannelle), al presepe artistico e alla Sacra Rappresentazione è quella del Presepe Vivente realizzato con personaggi viventi in costume dell’epoca ed in ambienti e luoghi ricostruiti secondo la tradizione.

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A Ruota dal 1989 si è riscoperta questa tradizione ed in pochi anni l’evento ha coinvolto praticamente tutta la comunità paesana che conta circa 230 abitanti. Dal mese di Settembre si comincia a lavorare alacremente per la “Rappresentazione” le sarte pensano e imbastiscono toghe, mantelli e costumi, si preparano i luoghi e i materiali per l’apertura delle botteghe artigiane così da rendere la ricostruzione il più possibile fedele alla realtà, si studia la sfilata del corteo, il percorso dei Magi, gli accampamenti dei pastori e si comincia a preparare la grotta per la natività. La ricostruzione delle botteghe e dei laboratori artigiani avviene con particolare cura, specialmente per le attività che, nel passato, hanno caratterizzato questo territorio. Il frantoio (per la produzione dell’olio), il metato (per l’essiccazione delle castagne), il mulino (per ricavare la farina dalle castagne secche), il laboratorio per la tessitura del castagno, del salice e dei vimini per la produzione di corbelli, ceste, canestri, ecc.. Ma anche altri lavori più comunemente diffusi come il ciabattino, il fornaio, il fabbro, lo scalpellino e altri ancora sono rappresentati fin nei minimi dettagli.

Le ricamatrici, le lavandaie, le cucitrici, le filatrici, che rappresentano i tipiche occupazioni femminili mostrano come una volta, nelle buie serate invernali quando ancora non era arrivata la televisione (per fortuna), si realizzavano con cura con tanta pazienza preziose trine e merletti E’ necessario ritornare a rovistare nelle cantine e nelle soffitte alla ricerca di quelli attrezzi della vita artigiana e contadina ormai in disuso, arrugginiti e ricoperti dalla polvere. Non si esita nemmeno a visitare i mercatini antiquari alla ricerca di qualche oggetto che ci ricordi il lavoro dei nostri avi (e che magari qualche anno prima abbiamo gettato fra i rifiuti) Ebbene si, il Presepe ci invita anche a tornare indietro con la memoria al tempo dei nostri padri e dei nostri nonni e ci riporta ai ritmi tranquilli e sereni della vita di una volta in contrapposizione delle frenesie del vivere di oggi. Rimane naturalmente sempre in primo piano l’aspetto sacro della manifestazione.

I preparativi degli ultimi giorni si svolgono, infatti, quasi in religioso silenzio pensando sempre che ci stiamo preparando alla nascita di Gesù Cristo. Il Presepe si svolge normalmente il giorno dopo Natale, il 26 di Dicembre, S. Stefano. Nel primo pomeriggio si aprono le botteghe degli artigiani gelosamente nascoste nei giorni precedenti, calate le prime ombre della sera, accesi i falò lungo le strade del borgo, inizia il viaggio di Maria e Giuseppe che cercano alloggio nelle osterie del paese che si conclude alla grotta, situata normalmente nelle vicinanze della chiesa. Quindi, accompagnati da canti religiosi, arrivano i Magi ed i pastori che portano i loro doni a Gesù appena nato. In più il nostro paesino con le sue viuzze anguste, si presta particolarmente molto bene per la rappresentazione.