La Chiesa

Ne abbiamo notizie solo a partire dall’estimo della chiesa di Lucca dei 1260, posta all’inizio dei paese, risulta ascritta già nel XIII sec. al piviere di Compito, ma la sua consacrazione è certamente più antica riferibile al IX sec. Esteriormente è di stile romanico, a nave unica con abside appare pesantemente manomessa da una serie di interventi documentati a partire dal 1309 anno in cui, come attesta l’epigrafe posta in facciata, l’edificio originario venne ampliato.

L’abside e coronata da archetti ciechi e ricoperta di lastre in pietra dei luogo, nel 1980 fu ristrutturata eliminando l’antiestetico tetto a capanna con pilastri e struttura portante in legno, che la ricopriva. L’interno risulta già modificato nel 1638 quando si lavora al soffitto a cassettoni e agli altari lignei e nel 1661 si decorava la tribuna.Lavori alta muratura esterna, chiusure ed aperture di finestre sono attestati nel 1715 e di nuovo nel 1798 si restaurava la facciata togliendo il seicentesco portico e si modificava il portale di ingresso. La zona absidale sembrerebbe uscita indenne da tali interventi, invece ci troviamo di fronte ad un falso romanica in quanto la monofora a nord è sparita e quella a sud è inglobata nella sacrestia. La facciata é invece completamente rimontata utilizzando in parla il materiale originario, come confermano alcune bozze decorate con motivi ad intreccia e a dentelli (o dente di lupo) e casi buona parte dei fianchi, Il destro mostra anche differenze di spessore ed è in parte occultato dalla costruzione della canonica mentre nel paramento del sinistro si conservano ben leggibili due monofore e un finestrone con arco a tutto sesto Abside e fiancata sono di conci squadrati di pietra locale (Verrucano o pietra bigia di Guamo) Il portale doveva appartenere alla struttura più antica insieme a diverse pietre ornate, inserite qua e la.

Internamente la chiesa è intonacata ed ha un bel soffitto a cassettoni. Sulla ornate destra (prima era sulla sinistra) siammira una magnifica tavola con Madonna in trono e santi (da sx S. Bartolomeo, la Madonna S. Apollonia e S. Giovanni evangelista) dipinta nel 1478 da Vincenzo di Antonio Frediani , notevole pittore lucchese operante sul finire dei Quattrocento (questa è indubbiamente la sua opera più bella).

Lopera è racchiusa entro una monumentale edicola lignea con colonne, predella, cimasa e lunetta donate dipinte e intagliate da Zacchia i Vecchio nella prima metà dei ’500, fatta restaurare e dorare nell’anno 1554. Oltre poi agli altri altari lignei con le tele di Tiberio Franchi (prima meta dei ’600) e gli affreschi della tribuna di Per Filippo Mannucci (1861) si può ammirare appena entrati la pregevole acquasantiera di Vincenzo Civitali (1589) e sempre sulla parete destra nel presbiterio l’edicola marmorea per gli olii santi della scuola di Matteo Civitali. Nell’adiacente sala parrocchiale (ex oratorio della Madonna col Bambino dell’arciconfraternita del Santo Nome di Gesù) si puó ammirare la stupenda statua di S. Bartolomeo in terracotta policroma delle fine del ’400 e di scuola lucchese, la statua a gnavemente danneggiata, mancante dei piedi e di una parte delle gambe.

Frediano Mei – Ruota